Le Silenziose

Le donne

Margherita Albanese

MARGHERITA ALBANESE

Dopo venti anni passati a dirigere le aziende degli altri, ho deciso di mettere su una creatura mia, tutta e soltanto mia, nella quale impiegare il mio tempo a creare quello che il mio istinto vuole farmi realizzare. Lo sento fluire, mi percorre dall’interno e, prorompente, vuole uscirne. Io gli apro il varco e mi faccio guidare le mani. È così che nel 2016 nasce Arterego, un atelier in cui disegno e realizzo personalmente opere uniche, passando dalle lampade ai gioielli, dai cappelli alle borse e ancora, senza pause, utilizzando soltanto materiali di recupero. E lo faccio dentro un luogo dalle infinite suggestioni: i sassi di Matera, la Città Capitale Europea della Cultura 2019. Per questo mio impegno, mi è stata affidata la presidenza della sezione artistica e artigianale della CNA del capoluogo lucano. Le nostre botteghe di ingegno sono un patrimonio per tutti.

“Creare è dare una forma al proprio destino.” Albert Camus

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Sara Ammenti

Bibliotecaria e archivista storica presso la Biblioteca del Centro Studi Americani.
Laureata in Lettere Antiche con approfondimenti sui manoscritti greci, e diplomata presso la Scuola Vaticana di Archivista e Bibliotecaria. Specializzata in strategie di social media – menagement per biblioteche e istituti culturali. Per il Centro Studi Americani segue una rubrica di interviste e approfondimenti video sulla Letteratura Americana per far scoprire i grandi autori statunitensi di sempre. In collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti segue il seminario annuale di Letteratura, Storia e Cultura Americana in auge ormai da sessant’anni. Sui suoi profili social propone letture e scambi di opinioni con chiunque ami leggere.

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”  Irving Stone

Marzia Apice

Marzia Apice

Marzia Apice, romana, giornalista professionista. Dal 2013 scrive di cultura, spettacolo e turismo per l’Agenzia ANSA. Laureata nel 2002 al Dams di Roma Tre, con una tesi in Storia e Critica del Cinema, a partire dal 2003 ha lavorato come giornalista free lance presso numerose testate dedicate alla cultura, occupandosi sia sul web che sulla carta stampata prevalentemente di cinema, arte e teatro. Nel contempo si è dedicata all’attività di editor per alcune case editrici e ha curato l’ufficio stampa per diversi eventi culturali. A maggio 2009 ha pubblicato con l’editore Bibliopolis il saggio “Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia”. Ha fondato nel 2009 con alcuni colleghi il quotidiano web 4arts.it, attivo fino al 2014, e ha collaborato a progetti legati alla diffusione della cultura in contesti sociali disagiati. È mamma di Francesco e Lucrezia e moglie di Lorenzo.

“Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.” Fëdor Dostoevskij

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Irene Bifolchi

Descrivermi non è “un’impresa da pigliare a gabbo” come diceva Dante. Sono una multitasking che ha cercato di riuscire a vivere tutte le sue passioni. Studio filosofia alla Università di Siena, faccio parte della Associazione Creativa Poliziana volta a promuovere nuovi talenti pittorici a Montepulciano dove vivo, perla del Rinascimento toscano, e ad avvicinare i giovani al fascino dell’arte di cui la mia terra ne è colma. Il luogo utopico in cui vivo mi ha fatto crescere nella bellezza. Di conseguenza ho iniziato ad amare l’antiquariato fino a diventare io stessa un’antiquaria, per circondarmi di oggetti che odorano di storia, impegnandomi a destrutturare tutto l’astruso e il senso di inavvicinabile che ancora circondano questo mestiere. È per questo che, con tanta voglia di incontrare e avvicinare persone al passato degli oggetti, a volte lascio il mio negozio e giro per l’Italia per esporre, nelle fiere più importanti, i miei oggetti e mobili che desidero trovino il loro giusto posto in nuove case. Essere madre però è la più importante delle mie passioni.

“Nel silenzio le origini della vita, ricordati che hai il diritto di essere e vivere nell’eterno presente” Giuseppe Costa

Sono Daria e sono la titolare di un ristorante che porta il mio nome nel pittoresco borgo di Monticchiello, nella splendida Val d’Orcia. Una
grossa tragedia familiare mi diede la forza di ricominciare, o meglio dovevo: ero giovane e con due bimbe di 4 e 7 anni.
Nacque così il mio Wine bar La Porta ma la trasformazione in Osteria la Porta fu veloce e, dopo 20 anni di esperienza, eccomi al Ristorante Daria. Un locale che rispecchia me ed il mio carattere, un ambiente elegante, curato in ogni dettaglio che mantiene in sé un’anima pura e autentica. La missione del mio lavoro è far sentire a casa i miei ospiti e guidarli nella scoperta di sapori e profumi.
La mia filosofia si basa sulla ricerca di un piacevole equilibrio tra memoria e sapori tradizionali con le nuove suggestioni gastronomiche e con un’attenzione particolare alla qualità e al nostro meraviglioso luogo.
La mia cucina rappresenta l’identità della mia terra e valorizza in modo
semplice e naturale un’arte senza tempo.
Qualità e territorio sono le  parole chiave anche per un’altra mia grande passione, quella per i vini.
Sono sommelier da più di 20 anni ed ho selezionato con cura e passione
le migliori etichette.
Grazie alla mia esperienza, riesco a capire le esigenze dei miei ospiti e
cerco sempre, con il sorriso e con la gentilezza, di soddisfare le loro
richieste. L’obiettivo è regalare loro un’esperienza di bellezza e bontà.

Anche nel 2020 Ristorante Daria è stato selezionato nella Guida Michelin: un grande risultato frutto di passione e competenza. 

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri” 

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DONATELLA E ROBERTA CASINI

Siamo sorelle, nate a Pienza, città di luce, circondate da una bellezza utopistica e cresciute in una famiglia che ci ha insegnato il rispetto e l’accoglienza. Da sempre abbiamo scelto di lavorare a contatto con le persone, adoriamo il nostro lavoro e oggi più che mai terremo duro per poter riabbracciare tutte le clienti che nel tempo ci hanno scelto e che ci sceglieranno. Oltre la nostra boutique in corso Rossellino, immerse nei vicoli del Borgo, a pochi metri dal belvedere tra i più belli della Val d’orcia, ci occupiamo di un luogo per noi speciale: un b&b, ricavato dalla casa dei nonni, nel quale amiamo coccolare i nostri visitatori, curando ogni dettaglio, dalle lenzuola profumate alle torte fatte a mano. Pienza è un’esperienza del cuore, e noi ne siamo innamorate.

“E ascolto un silenzio non silenzioso. Così, nella mia nicchia di solitudine, mentre il giorno sfugge dalla terra, l’animo elabora.” Mario Luzi

Rita Charbonnier è autrice di romanzi incentrati su grandi figure femminili. Il primo, La sorella di Mozart (Corbaccio 2006, Piemme Bestseller 2011), è stato pubblicato in dodici paesi. La strana giornata di Alexandre Dumas e Le due vite di Elsa (Piemme 2009 e 2011) completano un trittico di ambientazione storica. Nel 2020 è uscito per Marcos y Marcos Figlia del cuore, che invece è ambientato ai giorni nostri e tratta argomenti di grande attualità.
Ha studiato pianoforte e canto, si è diplomata presso la Scuola di teatro classico “Giusto Monaco” dell’Istituto nazionale del dramma antico, a Siracusa, e ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della RAI, a Roma. Ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro con diverse riviste, e scritto soggetti e sceneggiature che hanno
ottenuto riconoscimenti tra i quali la Film Story Competition del programma europeo MEDIA. È anche attrice e ha lavorato con personalità di rilievo: Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Renato Nicolini, Lucia Poli, Antonio Calenda, per citarne solo alcuni. Ha inoltre scritto racconti, monologhi teatrali e testi di argomento musicale.

“L’arte non nasce dall’ignoranza o dal candore: l’arte è sempre conoscenza.” Dacia Maraini

lina campana

LINA CAMPANA

È una delle tante insegnanti, o poche chissà, che si dedicano alla crescita di adolescenti in difficoltà, educando anche i loro genitori all’approccio giusto verso la convivenza familiare più adatta. Per indole e per lavoro è logorroica, una macchinetta mai stanca di parlare, ridere, stemperare tensioni, allontanare tristezze, sue e degli altri. Ma, nella sua vita d’artista autodidatta, è nel riserbo più totale: molti dei suoi quadri li tiene per sé, sono i suoi momenti immortalati a modo suo, su quelli altissimi che ha regalato a varie chiese non ha apposto neanche la firma. Vuole così. Per Le Silenziose ha ideato e disegnato l’immagine, la donna che doveva rappresentare il silenzio del valore e della dignità. Lei l’ha vista così, con il viso volto verso l’alto che non è ambizione, lo sguardo che ognuno può definire come vuole, eterea e senza tempo, delicata ma determinata, forte nel suo esile corpo, romantica nei colori tenui della delicatezza. Il disegno che ha regalato alla presidente de Le Silenziose, sua amica dai banchi del liceo, non lo ha firmato. “Tu sai” le ha detto “non necessita il mio nome“.

“Sogno per vivere, è tutto quello che ho… voglio sorridere… fino alla fine”  Gianna Nannini

Lucia Stefanelli Cervelli

Lucia Stefanelli Cervelli

Casertana di nascita, napoletana di adozione. Docente di Lettere e Filosofia, e sociologa. Regista teatrale e autrice di testi per il teatro, sua grande passione e talento, che ha trasmesso anche come insegnante presso l’Accademia d’Arte Vincenzo Bellini di Napoli per oltre venti anni. Negli anni 90 fonda, insieme con il regista Gianni Spataro, la Associazione di Cultura teatrale “L’Ascolto” ispirata a Kammerspil, producendo numerose rappresentazioni teatrali. Fa parte della rivista “Teatro Contemporaneo e Cinema”. Ha scritto e pubblicato poesie, un saggio sulla condizione dei portatori di handicap, e racconti tra cui “L’innocenza dei perversi” con cui è risultata finalista al Premio Nabokov 2017. Tanti hanno lavorato con lei, tanti hanno formato la loro carriera grazie al suo insegnamento, tanti hanno parlato e scritto di lei, ad iniziare dal regista Ruggero Cappuccio.

“Che meraviglia l’aritmia delle ore/ultimo tradimento onesto/al sentore di fine” Lucia Stefanelli da Definitiva 2015

SIMONA CURCIO

Nella sua professione di docente ed esperta di progettazione visiva attraverso lo storytelling tenta, quasi in punta di piedi tale è la sua discrezione, di far approcciare i suoi studenti all’altra forma di comunicazione, silenziosa e sempiterna, che è quella della lettura. È partita facendo leggere Orwell, discutendone poi tutti insieme, quindi il passaggio dalla lettura alla parola, riuscendo a portare i suoi ragazzi a desiderare di partecipare alla giuria di lettori per il Premio Strega Giovani. Vorrebbe arrivare a Borges e Pessoa attraverso Dante, Leopardi, Calvino, Pavese, Fallaci, Morante, Merini, Maraini.
Ambiziosa? Sognatrice? No, tenace, conservatrice di ciò che vale. Vive nella essenzialità, dagli abiti alla parola. Nella sua casa non c’è la tv, non ne ha bisogno, dal suo terrazzo si gode la vista dei tetti della città antica, della croce sulla punta della basilica e del suo piccolo orto. Nel tempo che sempre si concede ama passeggiare tra la natura, quella più selvatica e intatta. Quando va via, ringrazia gli alberi e i fiori che le hanno tenuto compagnia.

“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio” Giovanni, 1

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Fulvia Degl'Innocenti

Da oltre trenta anni lavora come giornalista, prima come freelance in diverse testate nazionali, poi nella redazione del settimanale per ragazzi il Giornalino e dal 2016 a Famiglia cristiana dove si occupa di spettacoli, culturale e temi sociali. Dal 1998 ha affiancato la professione giornalistica a quella di scrittrice per ragazzi, e ha al suo attivo 110 libri tra albi illustrati, prime letture e romanzi per adolescenti. 

Ha vinto numerosi premi, tra cui l’Andersen, il Bancarellino e il premio città di Como. Molti dei suoi libri sono tradotti all’estero in una ventina di paesi. Nella sua produzione trovano posto numerose biografie di personaggi esemplari, che possano essere un esempio per i più giovani. Tra questi anche figure femminili come i premi Nobel Wangari Maathai e Malala Youfazai, e poi Ilaria Alpi, Madre Teresa, Greta Thumberg. 

È la presidente di Icwa, Associazione italiana degli scritti per ragazzi e si spende perché i libri e la lettura siano sempre più diffusi nelle scuole. Nata a La Spezia, ma milanese di adozione, ha una vita iperattiva tra famiglia, animali domestici, scrittura, incontri nelle scuole, con diversi hobby come il cinema, la cucina, e il pianoforte.

“Nella vita non si fa ciò che si vuole, ma si è responsabili di ciò che si è”. Jean-Paul Sartre

Bibliotecaria, disincantata e liberamente appassionata, propongo viaggi nel mondo dei libri e delle biblioteche attraverso la rubrica “I Biblioconsigli”. Già vicepresidente della Sezione Campania dell’Associazione Italiana Biblioteche, attualmente sono membro dell’Osservatorio Formazione. Mi occupo dell’organizzazione di corsi di aggiornamento professionale e svolgo attività di e-tutor e di docente per la piattaforma Aibformazione.it.
Ho pubblicato, insieme a Patrizia Lùperi e Matilde Fontanin, il libro “Il portfolio delle competenze. Un nuovo strumento per il professionista dell’informazione” (AIB, 2017). Sono socia della Epsilon S.c.a.r.l. società che
fornisce servizi nel campo dei Beni Culturali.
Con “I Biblioconsigli” presento un libro, attraverso uno spot di breve durata, con l’intento di stimolare la curiosità su un determinato autore o argomento trattato e risvegliare la voglia di leggere. L’obiettivo è quello di promuovere un approccio piacevole al libro e alla lettura, con uno stile comunicativo leggero e veloce, mettendo in connessione il mondo delle biblioteche, delle librerie indipendenti e dell’editoria.
Trovate i Biblioconsigli sul suo canale YouTube, sul sito web della Biblioteca Statale di Montevergine e sui principali canali social.

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso”  Francesco Petrarca

Paola Ercole

PAOLA ERCOLE

Sono nata a Roma dove ho sempre vissuto, pur avendo nel cuore la terra di origine di mia madre, l’appennino modenese. Sono stata una bancaria e soltanto cinque anni fa ho iniziato il mio viaggio nella poesia, partendo dallo stile di componimento giapponese Haiku (un totale di 17 more secondo lo schema 5/7/5). 

Ho partecipato a molti concorsi letterari ottenendo per una volta il terzo posto e per una volta il secondo posto al Premio Quasimodo, il terzo posto al Premio Maria Cumani e per due volte il primo posto ai concorsi Divagazioni d’Arte e La Barcaccia. Varie sono state le pubblicazioni di poesie mie, ma anche di poesie scritte in collaborazione con altre poetesse amiche. Con lo zaino dei miei anni sulle spalle sono ancora in cammino, ho potuto lasciare il mio lavoro e ora mi gusto il mio tempo, nella voluta lentezza delle giornate le cui ore sono per me. 

La poesia mi è giunta all’improvviso, reciprocamente ci prendiamo per mano e insieme avanziamo nel tempo che ci è donato.

“L’amore più forte è quello capace di dimostrare la propria fragilità” Paolo Coelho

Insegna nella scuola secondaria di I grado. È dottore di ricerca in Storia della cultura e cultore della materia in Letteratura italiana. Collabora con il Disum dell’Università di Catania: è docente del Laboratorio “La letteratura e i luoghi”. Si occupa, inoltre, della formazione degli insegnanti di Lettere. Viene considerata tra gli studiosi più originali e raffinati di Tomasi. Al Principe ha dedicato: Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo (Pacini, 2014, I ristampa aprile 2015), finalista al Premio “Città di Castello” e al Premio “Brancati”; L’opera-orologio. Saggi sul Gattopardo (Pacini, 2017); ed è tra i curatori del volume Itinerari siciliani. Topografie dell’anima sulle tracce di Tomasi di Lampedusa (Historica edizioni, 2017). Ha pubblicato inoltre, il saggio narrativo per giovani lettori: Il Gattopardo raccontato a mia figlia (La Nuova Frontiera Junior, agosto 2017, I ristampa marzo 2018), già adottato da numerose scuole. Le sue ricerche le hanno permesso di ricostruire un periodo poco noto della vita di Tomasi e di “scoprire” un nuovo luogo gattopardiano: il borgo di Ficarra. Nel biennio 2017/2018, insieme con Fulvia Toscano, dir. artistico di Naxoslegge, ha ideato e promosso il Progetto itinerante In viaggio con Tomasi, nato per celebrare due importanti anniversari lampedusiani, e che ha visto la partecipazione di saggisti, scrittori, artisti, intellettuali di rilievo. Svolge un’intensa attività di studio, ricerca e promozione culturale. Attualmente, i suoi studi riguardano la Didattica della letteratura italiana; e il rapporto tra letteratura e spazio.

“Non conosciamo mai la nostra altezza / Finché non siamo chiamati ad alzarci.” Emily Dickinson

Michela Fregone

MICHELA FREGONA

Michela Fregona è nata a Belluno, dove vive.
È laureata in lettere antiche a Venezia, diplomata in flauto traverso, giornalista.
Ha pubblicato per la Postcart di Roma Tangomalia (2004) e Buenos Aires Café (premio Marco Bastianelli 2009), reportage di vite e luoghi con la fotografa Lucia Baldini.
Ha frequentato la Bottega di narrazione di Milano guidata da Gabriele Dadati e Giulio Mozzi.
Nel 2016 il Comitato di lettura del Premio Italo Calvino ha segnalato il suo manoscritto. Dal 2018 si prende cura della pagina della Letteratura della rivista Cultweek. Insegna nelle scuole serali dal 2000.
Il suo romanzo d’esordio, La classe degli altri, è stato pubblicato da Apogeo Editore (Adria) nel settembre del 2019.

“Caelum non animum mutant qui trans mare currunt” Orazio

Brigidina Gentile ha perfezionato gli studi di antropologia culturale svolgendo una ricerca sul campo in Messico, terra piena di contraddizioni e incanto, dove è ritornata con il “Progetto Penelope, la Donna e il Mito nella Scrittura Ispano-Americana”. Da questa esperienza è nata l’antologia “L’altra Penelope. Antologia di scrittrici di lingua spagnola”, edita anche in lingua spagnola, che ha ricevuto una Honorable Mention al New York Book Festival nel 2012. Poliedrica e spinosa come i cactus della sua amata terra d’elezione ha realizzato insieme al giornalista e critico cinematografico Ciro Giorgini, il video “Lampi di Messico. Nero su Bianco”: una riflessione sul Messico attraverso immagini fotografiche e cinematografiche in bianco e nero. Traghettatrice di parole ha tradotto e curato la pubblicazione di opere di poesia, narrativa e teatro di scrittrici ispaniche. In qualità di guest speaker è stata invitata a parlare nelle università di: New York, Salonicco, Siviglia, Granada e Porto Rico; nella Escuela Oficial de Idiomas di Cadice e nei workshop di scrittura creativa della Mid Manhattan Public Library of New York “Tinta, Papel, y… café”. Scrive poesia e narrativa, ed particolarmente affezionata al suo primo premio di poesia: “Ipazia” (2011).

“La verità vi renderà liberi, ma prima vi farà incazzare.”  Gloria Steinem

Antonietta Gnerre

Antonietta Gnerre

Antonietta Gnerre 1970, è poetessa, scrittrice per ragazzi, critico letterario, saggista, giornalista e promotrice culturale. Laureata in Scienze Religiose si occupa come studiosa della poesia religiosa del ‘900. Collabora con la Cattedra di Diritto e Letteratura del Prof. Felice Casucci, Università del Sannio (BN) e con l’Università Irpina del Tempo Libero. Ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994), Anime di Foglie (Delta 3, 1996), Fiori di Vetro- Restauri di Solitudine (Fara, 2007), Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008), Pigmenti (Edizioni L’Arca Felice, 2010), I ricordi dovuti (Le Gemme, Edizione Progetto Cultura, 2015). I Saggi: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi ( Delta 3, 2008), Cristina Campo – Il viaggio silenzioso e spirituale, Forme di pensieri, saggi di Diritto e Letteratura, a cura di Felice Casucci (ESI, Napoli, 2013 – 2015). Ha curato insieme a Rita Pacilio l’Antologia poetica “Una luce sorveglia l’infinito” sul tema del Giubileo della Misericordia (La Vita Felice 2016) e insieme alla famiglia Bellofatto, l’antologia “Abbracci” (D&P 2016). Consulenza e postfazione del libro di Andrea Fazioli “La beata analfabeta. Teresa Manganiello, la sapienza delle erbe (San Paolo, 2016. Collana Vite Esagerate). La favola “La storia di Pilli” (Scuderi Editrice, 2019). È Presidente del PREMIO Internazionale PRATA, la cultura nella Basilica, giunto alla XIV ed. e Direttore artistico della Festa dei Libri e dei Fumetti di Avella. Collabora come opinionista con quotidiani e riviste religiose e come critico letterario e intervistatrice con riviste cartacee e on line di cultura poetica. Sue opere sono state tradotte in spagnolo e sloveno.

“Non sono pronta a dirmi addio. La gioia di quel poco che ho imparato mi riporta al primo giorno. Oltre ciò che sono.”

Paola Gusinu

Paola Gusinu

Organizzatrice di eventi poetici, ideatrice del raduno poetico “Isola di Favignana”.
L’evento culturale giunto alla sua Terza edizione, richiama poeti provenienti da tutta la Regione Sicilia, e riscuote riconoscimenti di carattere artistico-storico e per la promozione turistica.
La passione per la poesia e l’amore per la mia isola sono i principali punti di forza del Raduno “Isola di Favignana”.
La scelta della location, il Palazzo Florio, vuole ricreare quell’atmosfera di cultura e di eleganza di cui Donna Franca Florio amava circondarsi. 
Ha ricevuto notevoli riconoscimenti con premi Speciali, menzione di Merito e d’Onore.
La sua silloge di poesie in lingua italiana dal titolo “Ophea” racchiude il prezioso segreto, la perla, un viaggio nella sua amata isola di Favignana, tra realtà e fantasia.

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.” Arthur Schopenhaue

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Mariantonia La Marca

Mariantonia La Marca è una studentessa napoletana del Liceo scientifico di 19 anni. E quelli che chiamano “gli anni più belli della propria vita” li ha vissuti dietro una mascherina. E quell’ “amore a prima vista” che si spera di incontrare a questa età è diventato “un amore a prima mascherina”.

Nonostante le difficoltà, la mascherina non ha zittito né le sue parole né le sue mille emozioni da adolescente. Seppure non si possa più viaggiare fisicamente, ha continuato a viaggiare nella sua creatività scrivendo nuove poesie, e copioni teatrali che non potranno mai essere recitati.

Aspirante veterinaria , non si è fermata durante la pandemia, ha creato il TGatto un canale di informazione che si occupa di sensibilizzare su argomenti a tutela degli animali, con un gruppo di 10 persone provenienti da tutt’Italia che si sono resi disponibili ad aiutarla nel progetto.

Non è stata vittima di questo periodo, ha usato la DaD come punto di forza per arricchirsi come persona. E i suoi occhi incollati al PC ogni giorno, contro ogni pregiudizio, hanno visto oltre la rete…internet!

“Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.” Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry
Adelina Lepore

ADELINA LEPORE

Adelina ama l’arte e suona il violino, passioni – queste – respirate sin da bambina in casa e nelle Accademie ed Università musicali in cui ha studiato -Chigiana di Siena,  Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, ecc – con insegnanti meravigliosi -Arrigo Pelliccia, Franco Gulli, Riccardo Brengola, ecc – e concretizzate in un’intensa, appassionata  carriera concertistica.
In tanti anni di docenza presso il Conservatorio di Benevento ha fatto innamorare della Musica generazioni di ragazzi, facendoli crescere nel lavoro solistico e preparandoli ai ruoli importanti che tutti loro ricoprono nelle orchestre e negli Istituti di Formazione italiani.
Ed ha regalato la Musica ai suoi figli, Carlotta e Matteo.
Carlotta se n’è andata via presto, a 24 anni, ma la sua Vita di adesso continua ad intrecciarsi con quella della sua mamma in uno straordinario rapporto di interazione tra terra e Cielo. Grazie a sua figlia Adelina ha capito – e continua ogni giorno il suo cammino di consapevolezza- molte, molte cose importanti: che ciò che muove il mondo è l’Amore; che bisogna vivere pienamente e con entusiasmo e coraggio sempre, assaporando ogni minuto; che nulla si perde, il dialogo continua ed i legami restano profondi e solidi; e che Lassù ci sono Luce e Gioia…

“L’amore è l’unica forza capace di mediare tra la libertà e il destino”
Carlotta Nobile, dai Diari.

Claudia Marchionni

CLAUDIA MARCHIONNI

Giornalista, caporedattrice Mediaset; madre di un’adolescente; gioiosamente fidanzata. Mi sta a pennello la mia vita. Vorrei solo studiare e ballare di più e tornare più spesso al paese dai miei, nelle Marche mezzo romagnole dove si parla come Valentino Rossi. Gli intimi mi intimano di non dire l’età. Obbedisco, tanto è su internet.

“Il muratore italiano che mi ha salvato la vita, portandomi cibo di nascosto per sei mesi, detestava i tedeschi, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva diritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale.”  Primo Levi

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MAYA MARTINI

Musicista con un piede nella buca d’orchestra e uno sul palcoscenico. Si diploma in arpa e consegue il master in Regia Lirica presso l’accademia dell’opera di Verona.

Nel 2015 fonda, con altri musicisti, l’Orchestra Filarmonica di Benevento nella quale ricopre il ruolo di Prima Arpa e fa parte del team responsabile della comunicazione digitale. Con la Filarmonica svolge un’intensa attività concertistica sotto la direzione di maestri di fama internazionale quali: Francesco Ivan Ciampa, Valerio Galli, Carlo Rizzari, Luigi Piovano, Carmine Pinto, Beatrice Venezi, Francesco Libetta, Francesco Lanzillotta, Alvise Casellati, Ezio Bosso e Sir Antonio Pappano. Tradisce il ruolo di arpista solo con la  lirica ricoprendo il ruolo di assistente alla regia o maestro di palcoscenico in  numerosi teatri e festival  italiani.

Nel 2019 consegue la Laurea in Musicologia con il massimo dei voti presso l’Università di Roma Tor Vergata. Nello stesso anno debutta alla regia con La Traviata di G. Verdi presso l’Hortus Conclusus di Benevento. Attualmente è docente di Arpa presso il liceo Musicale A. Lombardi.

“L’uomo che non ha alcuna musica dentro di se… è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine.” William Shakespeare

Monica Mattei

Nata a Savona ma trapiantata a Monza. Insegnante di scuola elementare, appassionata d’arte al punto che ha deciso di declinare le opere dei grandi artisti in progetti laboratoriali per i bambini, cosicché apprendono l’arte credendo soltanto di giocarci. Ama ascoltare la musica di autori che non corrono dietro il gusto del momento. Di recente ha scoperto di soffrire di ansia da scrittura. Con garbo, e quasi di nascosto, ha stampato un libretto che regala a chi crede possa piacere. Le sue parole composte sono andate cosi a creare poesie e novelle che lei stessa illustra con i suoi disegni, quelli che dalla sua fantasia del momento vengono fuori da soli. Tre figli e un nipotino “pazzesco” concludono, per ora, il suo curriculum. “Memorie di un’oca non giuliva” è il suo motto, lo ha fatto diventare un titolo.
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ANNALISA NAZZARO

«Homo sum, humani nihil a me alienum puto»

Da quando, liceale, lessi questa frase del commediografo Terenzio, scoprii di possedere una sensibile vocazione per tutto quello che riguarda l’umanità e le sue straordinarie declinazioni. Docente di lettere in un liceo romano e appassionata grafologa forense, ho percepito la scrittura come la chiave d’ingresso per quel mondo nascosto dentro di noi. Vivo sentendo respirare sui fogli di carta la grafia che ha la straordinaria forza di accendere il mondo interiore di ciascuno di noi. Eclettica, creativa e curiosa, nonostante tutto, sono innamorata della vita e di quello che sarà.

“Non ci saranno farfalle se la vita non passerà per lunghe e silenziose metamorfosi.” Rubem Alves

FABIENNE-PALLAMIDESSI

FABIENNE PALLAMIDESSI

È sceneggiatrice, traduttrice, interprete, dialoghista e adattatrice in italiano e francese.
La sua carriera è ricca di lavori importanti e incontri con i grandi maestri del cinema.
Tra le sue innumerevoli traduzioni di sceneggiature per il grande schermo e la tv compaiono anche: Papa Giovanni XXIII; Callas e Onassis; Guerra e Pace; Coco Chanel; Paolo VI, Sant’Agostino; Maria; Bianca come il latte, rosso come il sangue; Le mille e una notte; La bella e la Bestia; Il postino; Il padre della sposa; La bella società; La Certosa di Parma; La mafia uccide solo d’estate; La terra dell’abbastanza; Hammamet; Il trio De Filippo; Mio fratello rincorre i dinosauri; Buio; Non uccidermi; L’uomo che fermò il tempo; Come cadono le cose.
Le sue traduzione di sottotitoli sono nei film d’autore: 

  • Fellini: Le notti di Cabiria, Prova d’orchestra.
  • Antonioni: cortometraggi.
  • Pasolini: Edipo Re, Uccellacci e uccellini. 
  • Avati: La casa dalle finestre che ridono, Una gita scolastica, Festa di laurea, Impiegati, Regalo di Natale, La rivincita di Natale, Gli amici del bar Margherita, Il papà di Giovanna. 
  • D’Alatri: Casomai, dal 2006 al 2009. 
  • Troisi: Ricomincio da tre, Scusate il ritardo, Non ci resta che piangere, Le vie del Signore sono finite, Credevo che fosse amore invece era un calesse.

È stata interprete/coach per Marco Bellocchio, Gabriele Lavia, Claire Keim Francesca Neri.
È stata Direttore dell’Ufficio Festival Umbria Jazz.


“La culture, c’est ce qui reste qund on a tout oublié.”
Edourd Herriot
“La cultura è quello che rimane quando abbiamo dimenticato tutto.”

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ROSSANA PASQUINO

Rossana Pasquino, classe 1982, è Professore Associato di Ingegneria Chimica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Insegna Reologia e Fenomeni di Trasporto a ragazzi di Ingegneria Chimica e Biomedica, e gestisce un laboratorio di ricerca con dottorandi, assegnisti, tesisti. La sua attività,
prettamente sperimentale, si incentra sulla reologia di fluidi complessi (dal greco antico ῥέω, reo, ossia “scorrere”, e λογία, logìa, ossia “teoria”). È stata Visiting Professor in diverse università straniere, tra cui ETH, in Svizzera, e Queen’s University, in Canada. È autrice di circa 50 pubblicazioni su riviste
internazionali, Associate Editor di Physics of Fluids (AIP Publishing), e ha ricevuto diversi premi internazionali per la sua attività di ricerca in ambito reologico.
Rossana è paraplegica dall’età di 9 anni, a seguito di un infarto midollare per cause mai chiarite.
È una sportiva, atleta della Nazionale Italiana di Scherma Paralimpica, spadista e sciabolatrice. È l’attuale campionessa italiana in carica in entrambe le discipline, vincitrice di una gara di Coppa del Mondo a Novembre 2019 ad Amsterdam e bronzo iridato allo scorso Mondiale di Scherma Paralimpica, tenutosi in Corea nel 2019. Sta prendendo parte alla qualifica per le Olimpiadi di Tokyo 2020 (1). Ad oggi, è tesserata con le Fiamme Oro ed atleta del Club Italiano Paralimpico (CIP). Dal CIP ha recentemente ricevuto la Medaglia di Argento al Valore Atletico per i risultati conseguiti nel 2019.
È appena stata eletta consigliere federale in quota atleti (la prima paralimpica nella storia!) nel Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Scherma.

“Non dico che posso fare tutto, dico che lo farò lo stesso, nonostante tutto” Frida Kahlo

Chiara Privitera

Chiara Privitera

Siciliana di Catania, giornalista, vive a Roma.

È stata inviata per Tagadà, L’aria che tira, Non è l’Arena di Massimo Giletti, su La7. Poi di Viva l’Italia con Gerardo Greco per Rete4 e di Popolo Sovrano per Rai2. Si occupa di inchieste, reportage, temi di attualità.
Alla tv arriva dopo carta stampata (Il Nuovo Riformista), radio (Radio Dimensione Suono), produzione televisiva (Sky, canale Babelcult) e agenzia stampa (Radiocor, Il Sole24Ore)
Ora è inviata a DiMartedì di Giovanni Floris, su La7, e sta raccontando l’emergenza coronavirus.

“Non abbiate paura di avere coraggio.” Aldo Moro

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GIOVANNA RAGUSA

È nata il 2 febbraio 1965 in Campania, dove vive tutt’oggi. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli.
Insegna lingua e letteratura straniera, al di fuori dell’ambito scolastico è una traduttrice ed interprete freelance.
Cura le pubbliche relazioni della MReditori di cui è la Presidente.
I suoi hobbies sono la lettura e la fotografia.

La frase?

Quando rompi le regole le devi anche saper gestire.

Madre di Liliana, moglie di Mario, un po’ graphic designer e un po’ insegnante. Minotauro della comunicazione lavora da sempre in un’ottica di multidisciplinarità e condivisione. Silenziosa quanto rumorosa, a scuola è aperta al confronto e felice di collaborare con Simona Curcio con cui condivide la voglia di raggiungere obiettivi sempre più alti. Come professionista, lavora da diversi anni nel campo della grafica e della comunicazione coordinando lavori per enti pubblici e privati. Ossessionata dalla lettere delle vecchie insegne che raccoglie su Instagram sotto il nome di @worldtypoblog, malata di simmetria, ama tutti i colori perché il colore è luce e la luce è vita. 

“La creatività va messa sul vasino ogni mattina per tenerla in esercizio.” Armando Testa

Giorgia Spagnoletto

Giorgia Spagnoletto

La designer di scarpe.
Dal 2006 vive in mezzo alle scarpe, sue e di migliaia di altre donne per le quali ha realizzato modelli unici.
Nel 2019 ha creato il brand che porta il suo nome e ogni giorno accoglie amiche, viaggiatrici, clienti e curiose nella sua boutique nel cuore di Roma, in via Arenula 20, a pochi metri dalle bellezze di Largo Argentina. Tutte le sue scarpe rappresentano il meglio del made in Italy: fatte a mano, curate in ogni dettaglio e realizzate con le migliori pelli nel distretto calzaturificio delle Marche.
Gorgia le immagina, ne segue il disegno, sente l’odore acre delle concerie, si assicura che da ogni forma nasca la misura giusta. La forza dell’artigianato: nessuna è perfettamente uguale a un’altra ma tutte raccontano della grande sapienza della manifattura italiana.
Durante il lockdown, quando il piacere dell’incontro e del contatto ha lasciato posto alla distanza, Giorgia ha rilanciato le collezioni con le sue pagine social, scoprendo nuove opportunità e tante altre donne con cui sognare la scarpa perfetta. Donne spose, donne a lavoro, donne prima di un lungo viaggio, donne in rinascita.
Passione e tenacia le hanno segnato la strada, letteralmente.

MARIELLA VERNAZZARO

MARIELLA VERNAZZARO

Durante gli anni di lavoro nel settore cinematografico, in giro per il mondo, si accorge delle molteplici coniugazioni che possono avere cucina e accoglienza, che sembrano unirsi con un sottilissimo filo in un sodalizio immaginifico.
L’arte del cucinare è anche arte dell’attendere, della condivisione, dell’aprirsi al mondo per trasmettere le proprie tradizioni, in una moltiplicazione di se stessi all’infinito e, per questo, destinati a vivere in eterno.
Taverna Angelica, il ristorante di fama che ha creato a Borgo Angelico. nel cuore di Roma, è il suo infinito.
 

“Verrò, ma deve essere una cena seria.” Oscar Wilde

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